Fabrizio Tavernelli

Fabrizio Tavernelli

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Impantanato nel vietnam


Impantanato nel Vietnam, impantanato nel pantano
sulla sabbia ho scritto t’amo
nano nano a Guantanamo
non tremo davanti al tuo seno
per questo non ti amo
io amavo i Beatles e i Rolling Stones
ma son finito nel Vietnam
e sento uno strumento che sempre da
la stessa nota : ra ta ta ta
intorno le piante sono senza foglie
il napalm brucia le mie voglie
mi piace l’odore del napalm al mattino
e ronzare intorno alla luce che mi farà bruciare
esfogliarmi con l’agente arancione
rasarmi la testa e poi partire
e rimanere impantanato nell’insoluto

entrato in loop, in un cul de sac
col trik e trak della roulette

unico topo da laboratorio fallisce l’esperimento
non esce più dal labirinto
girando intorno allo stesso concetto male espresso
sono il criceto che fa girare la ruota del tuo cuore
il cane che non riporta il bastone
il cane senza più salivazione
Pavlov in depressione
se incidi il presente esce il futuro
se incidi la mia pancia esce il pantano
dove vive la creatura della laguna
e il vendicatore della Troma
caduto nella buca dei fanghi tossici
tra pesci mutanti e anfibi scheletrici

entrato in loop, in un cul de sac
col trik e trak e il doppio click della roulette

la fortuna, sì, ti ha baciato
ma senza darti la lingua in bocca
il guerriero è tornato vittorioso
ma tutti vedono che è decapitato
caduto a pochi centimetri dal traguardo
quando pensava ormai di avere vinto
ma si ritrova di nuovo impantanato
ma si ritrova ancora impantanato
impantanato, impantanato, impantanato…
nel Vietnam!

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