Yoko Hyperpop

Yoko Hyperpop

 POP
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Danny glover


Io ti stringerò,
Ma così forte che
urlerai e poi, Ti
stritolerò,
E sarai come il pan
grattato, Che si
appiccica alle mani,
La mia generazione,
Si è cavata gli occhi con il wrestling e il
mondo virtuale, Il tamagotchi era
bidimensionale

E sogno il papa che mi urla
addosso, E che mi vuol
strappare via la pelle, E da
dosso ogni rimorso,
E c’è mia madre che mi
guarda e dice, Che dentro di
me,
C’è il silenzio del Venezuela

Guardiamo un film insieme dai,
Di Béla Tarr che è un maestro dell’angoscia
esistenziale, Magari meglio Danny Glover,
E le sparatorie
anni ’80, Ma che
belli gli anni ’80,
E che nostalgia degli
anni ’80, Anche se sono
nato nel ’92


E sogno il papa che mi urla
addosso, E che mi vuol
strappare via la pelle, E da
dosso ogni rimorso,
E c’è mia madre che mi
guarda e dice, Che dentro di me,
C’è il silenzio del
Venezuela, Le
repressioni in
Venezuela, Sai c’è una
crisi in Venezuela

Ho paura un pò
di me, E ho paura
un pò di te, Ma i
tuoi modi di fare,
Sai quelli,
Mi fanno ridere

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Biografia

La sana follia di Valentino Puccio, la penna raffinata e popolare di Tiziano Capponi, l'anima al miele metal di Marco Marcatili ed il romantic groove di Mario Gennari: in una parola, YOKO. La band, nata a Roma nel 2018, si inserisce in punta di piedi nell'impetuosa corrente punk-rock nazionale, ma, anziché seguirla, la risale e la inverte. Eclettici, stravaganti, riflessivi e istintivi al tempo stesso, regalano al pubblico un suggestivo tocco personale, in uno strabiliante patchwork sonoro, un'incredibile antitesi di mente e cuore che, proprio come lo Yin e lo Yang, si amalgama e coesiste alla perfezione. Un'inaspettata sorpresa per le orecchie ed una travolgente carezza per l'anima.

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