Alle spalle l’alba, sei del mattino,
salgo in auto - capo chino – per andare da chi mi vorrebbe capochino;
ma non chino il capo.
Sto all’estremo e non c’è coda,
tutto è necessario come l’auto come quando non è vuota:
Serve a poco il motore senza ruote e viceversa.
Occhi puntati al parabrezza;
non mi godo il panorama,
l’accortezza di una vita grama dimentica l’ebbrezza e lascia solo un aspro odor di filigrana.
Però vuolsi posi a man destra e vidi Cristo sul guardrail – chiedeva un passaggio -, che a predicare bene o finisci come un profeta in mezzo ai giudei o come due operai a Chicago il primo Maggio.
È tutta interpretazione,
alla parola spesso non consegue la giusta azione,
ma solo un riflesso,
come quando le chiesi “ci rivediamo?”,
lei mi guardò negli occhi e mi disse che era solo sesso.
Poi parcheggio, faccio sosta, Autogrill.
Mentre sorseggio una ragazza mi sposta di lì, mi fa pensare:
“ognuno vuole il proprio spazio per respirare,
ma se si rarefà non ci resta che amare”.
La notte vorrei isolarmi dall’interno all’esterno
e rimanere solo come al mare in inverno,
inverti le rotte, inverti le flotte
e passeggia solo come al mare in inverno.
E sopra questa mareggiata faccio surf sulle mie idee,
ma come il mare ho alti e bassi, maree.
Non è il sole che scalda o la nebbia che acceca,
è sempre salata ma comunque disseta.
E se finisci nella rete del pescatore
non importa se sei preda o predatore.
È facile fuggire al pensatore, che rifugge nelle parole
il suo adire verso il sole.
Non è un alibi distrarsi da sé, dimenticarsi di me e poi stare lontani.
Bisogna farsi male: ricordarsi che siamo esseri in carne, siamo esseri umani.
E non sai quante volte ho perso il conto
di quando ho chiesto quanto è profondo,
Teti: tu che salvi il sub dal subconscio e sveli i segreti,
rendimi accorto che sotto lo stormo in fase migratoria,
passa per la strada una bambina con lo zaino di scuola
e mi ricorda che ogni volta è la prima ora,
e fino all’ultima del giorno e il buongiorno è solo l’inizio,
è solo il contorno.
E non esiste tramonto: lo vedo dall’anziano che scende dalla tramvia.
Ogni vita ha le sue fermate,
quelle attese, quelle certe, quelle perse, quelle terse in concerto di armonia.
E sulla strada di ritorno ricordo della mia; al rientro le chiederò come sta.
Ogni luna riflette la sua marea, ogni marea la sua luna,
la distanza si consola per gravità.
La notte vorrei isolarmi dall’interno all’esterno
e rimanere solo come al mare in inverno,
inverti le rotte, inverti le flotte
e passeggia solo come al mare in inverno.
E sopra questa mareggiata faccio surf sulle mie idee,
ma come il mare ho alti e bassi, maree.
Non è il sole che scalda o la nebbia che acceca,
è sempre salata ma comunque disseta.
E se finisci nella rete del pescatore
non importa se sei preda o predatore.
È facile fuggire al pensatore, che rifugge nelle parole
il suo adire verso il sole.
Rigo, pseudonimo di Mattia Righi, nasce e cresce a Cesena, in Emilia Romagna, dove il linguaggio dell'hip-hop lo intercetta presto, prima come forma di partecipazione — jam, freestyle, ritrovi — poi come linguaggio personale per osservare e scrivere il mondo. L'incontro con il producer Telle lo porta a conoscere il suono ruvido dei sample, un terreno che gli permette di misurarsi con l'origine della cultura rap e, contemporaneamente, di testarne aperture inattese. Negli anni universitari matura un approccio ibrido: il verso diventa più narrativo, la struttura si avvicina all'essenzialità del cantautorato, l'hip-hop resta colonna portante ma dialoga con la scuola italiana del secondo Novecento, da cui Rigo assorbe attenzione per la parola, per il sottinteso, per l'intonazione morale del racconto. Gli studi teatrali, e l'influenza dichiarata di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, lo portano nel 2017 a firmare le musiche per diverse produzioni di teatro-canzone. Nel 2020 decide di imprimere un ritmo costante alle uscite discografiche: arrivano singoli, fino al primo album breve "Esco, vago, torno", cui seguono ulteriori pubblicazioni. Nel 2025 affianca alla scrittura musicale la narrativa, con il racconto "Balera", incluso nella raccolta "I segreti dell'Emilia-Romagna". Rigo scrive come si annota a margine di un quaderno: senza didascalie, con un senso della misura che preferisce mostrare invece di dichiarare, e con la convinzione che la musica sia un modo per fare ordine nel caos, non per arredarlo.
In der Welt der Prominenten gibt es oft Geschichten von Liebe und Trennung, und kürzlich hat eine solche Nachricht die Schlagzeilen dominiert: Joe Jonas und Sophie Turner, eines der bekanntesten Promi-Paare, lassen sich scheiden
Berlin, die pulsierende Hauptstadt Deutschlands, ist nicht nur für ihre Geschichte, Kultur und Architektur bekannt, sondern auch für ihre lebendige Straßenkunstszene.
Bayern, das größte Bundesland Deutschlands, ist nicht nur für seine malerische Landschaft, seine leckere Küche und sein berühmtes Bier bekannt, sondern auch für seine reiche musikalische Tradition
Die Musik ist eine universelle Sprache, die Menschen auf der ganzen Welt miteinander verbindet. Sie kann nicht nur unsere Gefühle ansprechen und inspirieren
Musik hat seit jeher die Fähigkeit, Menschen zu vereinen und Botschaften der Hoffnung und des Friedens zu verbreiten.
Konzerte sind schon immer eine beliebte Form der Unterhaltung für Menschen auf der ganzen Welt gewesen.
Deutschland hat im Laufe der Jahre viele großartige Musikgruppen hervorgebracht, die auf der ganzen Welt bekannt geworden sind.
Eine Gitarre zu stimmen, kann für Anfänger eine Herausforderung darstellen, aber es ist ein wichtiger Schritt, um sicherzustellen, dass Ihr Instrument gut klingt.