La nostra storia è terminata, nei pochi giorni in cui abbiamo deciso di rivederci, per lasciarci comunque ma in un altro modo, lei mi racconta cosa ha fatto nel frattempo tipo andare con un amico nei locali a luci rosse per provare l'ebbrezza di confondersi con gli altri. Con questo tipo vanno anche a casa di una coppia di cinquantenni di Prato ma giunta sul più bello lei si vede riflessa in uno specchio e si fa schifo. Io, al suono di questi racconti, forse per paura di perderla per sempre, la prendo con forza e le vengo dentro. Decidiamo quindi di andare in un consultorio per farci dare la pillola del giorno dopo, la dottoressa è più giovane di noi due, capisce subito l'aria che tira e la cazzata che abbiamo fatto, le sue parole sono dure e benefiche come le raffiche di vento di mattina che aiutano a svegliarsi. Ci lasciamo per sempre in una calda domenica di novembre e mentre i suoi amici l'aspettano giù in macchina per andare al cinema o da qualche altra parte lei mi dice che probabilmente comincerà a bere o a drogarsi proprio per cercare di vincere la noia che l'ha avvinta in questi lunghi, lunghi anni; e perfida prova a baciarmi sulla bocca a mo di ultimo saluto, io la scanso e non dico niente. E non era vero più niente. Siccome non era tardi sono uscito, davanti al portone di casa c'era un gruppo di ragazzotti con facce e modi da teppisti che si divertivano a urlare sguaiatamente e a gettarsi la birra addosso agitando le lattine. Io, terrorizzato e con tutta la mente in subbuglio ho camminato radente al muro e con gli occhi bassi sperando che mi lasciassero perdere e non mi vedessero. Finalmente al sicuro, cercavo di ricordarmi dove avevo già visto quelle facce, atteggiamenti così sfrontati e aggressivi. Era su un'infinità di riviste e filmati che parlavano di musica punk nel 77, e quello che mio faceva più rabbia e che io gente così l'avevo anche sostenuta ed ammirata, comprando un'infinità di dischi ed esaltandomi ai loro concerti. Di lì a poco passa un tram che, essendo domenica, era quasi vuoto. Io affrettai il passo e lo presi.
Federico Fiumani (Rom, 1960) ist ein italienischer Singer-Songwriter, Gitarrist und Schriftsteller. Er ist bekannt als Gründer und Frontmann der Band Diaframma, die von 1982 bis 1995 und seit 2003 aktiv ist. Fiumani ist der Autor aller Songs von Diaframma, die sich durch einen alternativen Rocksound mit Einflüssen aus dem Post-Punk und italienischem Songwriting auszeichnen. Zu den bekanntesten Titeln gehören «La mia vita», «Il cielo in una stanza», «Non c'è niente da fare» und «Un giorno». Fiumani hat mit verschiedenen Künstlern zusammengearbeitet, darunter Francesco De Gregori und Vinicio Capossela. Neben der Musik ist Fiumani auch ein geschätzter Schriftsteller. Er veröffentlichte mehrere Romane und Kurzgeschichten.
In der Welt der Prominenten gibt es oft Geschichten von Liebe und Trennung, und kürzlich hat eine solche Nachricht die Schlagzeilen dominiert: Joe Jonas und Sophie Turner, eines der bekanntesten Promi-Paare, lassen sich scheiden
Berlin, die pulsierende Hauptstadt Deutschlands, ist nicht nur für ihre Geschichte, Kultur und Architektur bekannt, sondern auch für ihre lebendige Straßenkunstszene.
Bayern, das größte Bundesland Deutschlands, ist nicht nur für seine malerische Landschaft, seine leckere Küche und sein berühmtes Bier bekannt, sondern auch für seine reiche musikalische Tradition
Die Musik ist eine universelle Sprache, die Menschen auf der ganzen Welt miteinander verbindet. Sie kann nicht nur unsere Gefühle ansprechen und inspirieren
Musik hat seit jeher die Fähigkeit, Menschen zu vereinen und Botschaften der Hoffnung und des Friedens zu verbreiten.
Konzerte sind schon immer eine beliebte Form der Unterhaltung für Menschen auf der ganzen Welt gewesen.
Deutschland hat im Laufe der Jahre viele großartige Musikgruppen hervorgebracht, die auf der ganzen Welt bekannt geworden sind.
Eine Gitarre zu stimmen, kann für Anfänger eine Herausforderung darstellen, aber es ist ein wichtiger Schritt, um sicherzustellen, dass Ihr Instrument gut klingt.