Cammino piano senza guardare
Più di quel tanto che mi circonda
e la memoria fotografare
di questo mare, onda per onda,
io che di polvere ne ho salivata
alzarsi al cielo cadere in basso,
come gli uccelli fanno in picchiata
fra una nuvola e un sasso.
Vedo giardini e perfino case
e nelle grazie di una fontana
la gentilezza di giovani spose
e un treno amico che si allontana
io che di scarpe ne ho consumate
senza per questo mai lamentare
le sorti avverse e lacrimate
di una commedia elementare.
ehi voi, ehi voi,
ma quanta fretta!
che voglia di cadere
il luna park, un bolide, un altare
è tutto pronto e avrete ciò che siete
sarebbe bello, si, andarsene d'estate.
Cammino piano ed è già fintroppo
chè non mi sfugga un particolare
di ciò che alberga a un tiro di schioppo
che arde nel focolare
chè ho fallito ed ho preso parte
al gran mercato delle illusioni
meglio il silenzio e stare in disparte
nella penombra delle canzoni.
Vedo carrozze e perfino vele
s'inorgogliscono al primo vento
gonfiano il petto alzan le tele
arriva il fulmine e curva il mento
io che stagioni ne ho tracimate
al sole pallido del continente
apro le porte alle mareggiate
arrivi il "Nautilus" col salvagente
ehi voi, ehi voi,
ma quanta fretta!
che voglia di cadere
il luna park, un bolide, un altare
è tutto pronto sarete ciò che avete
sarebbe bello, si, andarsene d'estate
Cammino piano senza il bastone
perché simula di vecchiezza
il passo smesso di chi ha il groppone
nemico della bellezza
io che mi osservo per esercitare
il ricordo delle scommesse
fatte soltanto per ingannare
quelle scomode o quelle omesse
Vedo che arriva l'ora del canto
del digiuno e della preghiera
che prepararmi è solo un incanto
uno squarcio di primavera
io che ho goduto di queste stelle
fino a smarrirmi per la strada
dono il fagotto e le caramelle
ma di una voglia rimango preda
ehi voi, ehi voi,
quanta impazienza!
che voglia di lasciarvi andare
il luna park, un bolide, un altare
se avrete un senso spero lo incontrerete
sarebbe bello, si, andarsene d'estate.
Pippo Pollina (Giuseppe Pollina) ist ein italienischer Singer-Songwriter und Schriftsteller, geboren 1958 in Palermo. Seit den 1970er Jahren aktiv, zeichnet er sich durch seine poetische Ader und melancholische Melodien aus, die die sizilianische Landschaft evozieren. Seine Musik, oft als Autorenlied bezeichnet, ist geprägt von nachdenklichen und raffinierten Texten, die Themen wie Liebe, Nostalgie und Identitätsfindung behandeln. Zu seinen bekanntesten Liedern gehören "Mein Haus", "Sizilien" und "Der Südwind". Pollina hat mit zahlreichen italienischen Künstlern zusammengearbeitet, darunter Francesco De Gregori und Vinicio Capossela. Im Laufe seiner Karriere veröffentlichte er mehrere Alben, darunter "Der singende Mann" (1985) und "Das Land der Träume" (2000).
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