Io sono uno che in tutte le cose ha bisogno di trovare quello scatto, quello slancio iniziale, quell’energia che specialmente nell’amore può essere esaltante solamente a condizione che avvenga e si realizzi in quell’istante che precede la conoscenza e stimola, stimola, stimola, arricchisce, nutre e incuriosisce.
Riassunto: mi piace l’avventura.
Io e lei, interno notte. Primo incontro, leggero imbarazzo.
"Fa caldo oggi", mi fa notare giudiziosamente.
Un gran silenzio.
La gente dovrebbe avere a portata di mano più frasi: le considerazioni atmosferiche non sono più sufficienti.
Meno male sapeva tutto sulla coltivazione del cacao. Bell’argomento!
Prima di fare l’amore siamo dei grandi ascoltatori. Dopo meno. Ma prima si ascolta tutto: ...e il padre all’estero, ingegnere agronomo, ...e i cavalli normanni...
Mi avvicino e la guardo: un grosso sbaglio perché lei smette di parlare.
Silenzio.
Devo dire qualcosa, non ha importanza cosa. La prima frase che mi viene in mente:
"Frangean la biada con rumor di croste"
Tutto può fare intimità!
Me l’ha detto un amico: "Di’ quello che senti, di’ quello che senti, vedrai va benissimo"
"Frangean la biada con rumor di croste"...
Tutto facile al bar. "Non sono mica come te: una stupidata qualsiasi e... e giù raffiche di baci".
Ma quando uno sente l’esaltazione dell’inizio, quando uno scoppia d’emozione...
Quando uno scoppia d’emozione, non scopa mai!
Rimango lì, in una situazione da limbo. Sempre incerto tra la paura e l’apoteosi. Mi piace questo stato e spesso non faccio proprio niente. Per lo più non sono capito.
Qualche volta mi salvano i particolari, quando sono in forma. A volte mi basta una caviglia: il nudo integrale non mi dice un cazzo!
E poi è difficilissimo spogliarsi: c’è sempre qualcosa che rimane incastrato. E le cerniere? Pensa te, uno dovrebbe "scernierare" senza aver l’aria di farlo. Così distrattamente... ’CRRRRR!’ Ignorante, la cerniera... volgare.
Ma perché non fanno ’DIN DON DIN DAN’ ?
Dio, però com’è bella; ha una spalla così liscia. Se mi concentrassi molto sulla sua spalla, potrei anche riuscire a fare l’amore. Non bisogna trascurare nessuna possibilità!
A questo punto dovrei spogliarmi anch’io. Il copione lo prevede. Mi fa piacere perché sono sciolto.
Dunque: blue-jeans... via!
Chi non ha mai commesso l’errore di togliersi i pantaloni prima delle scarpe, costui non sa niente dell’amore!
Rimango lì, in una situazione... non da limbo. Questa è una situazione di merda, proprio!
Tenti un’operazione rapidissima sulle scarpe... calma, per carità, non perdiamo la testa.
E lei "Ti è venuto il nodo, eh?"
Ma insisti, lotti disperatamente e finalmente…via!
Ohhhh... Io quando sono nudo , tendo sempre un po’ a...
"E’ perché non ti sei accettato!" dice lei.
Bisogna stare attentissimi, se ne accorgono subito.
Addirittura individuano i punti: "Tu non erotizzi le ginocchia".
Com’è vero!
In questo momento, a dir la verità, il fatto di non erotizzare è decisamente generalizzato.
E allora lei mi accarezza la schiena, le spalle, le ginocchia e tutto anche.
Tranquillamente. Come fosse un lavoro.
E dato che io sento molto, ma non sento quello che dovrei sentire, allora io le parlo un po’ della coppia. Un bel problema! E lei si dimostra molto interessata e dice, tra l’altro, delle cose molto sensate. Ma il suo lavoro ne soffre... quello delle carezze.
Che strano! D’un tratto mi viene incontro l’eccitazione. Così, senza che la cercassi. Tutto diventa più facile: il meccanismo faticoso della scena si scioglie e siamo allacciati. Smanioso, rimastico frasi incomprensibili, inframmezzate da esclamazioni e da gesti abbozzati pesantemente. Il mio monologo si fa più oscuro e tra un respiro e un affanno, una parola, che mi
sembra sia "amore", ricorre più volte, senza una ragione visibile.
Giorgio Gaber (Pseudonym von Giorgio Gaberscik; 1937-2000) war ein italienischer Sänger-Songwriter, Dramatiker, Schauspieler, Kabarettisten, Gitarrist und Theaterregisseur. Er gilt als einer der bedeutendsten Künstler des italienischen Unterhaltungs- und Musikbereichs seit dem Zweiten Weltkrieg. Geboren in Mailand in eine Familie slowenischer Herkunft, näherte sich Gaber schon früh der Musik, trat in Mailänder Lokalen auf und arbeitete mit einigen Jazzmusikern zusammen. 1960 debütierte er beim Sanremo Musikfestival mit dem Lied "Il mio nome è" und erzielte einen mäßigen Erfolg. In den 1960er und 1970er Jahren etablierte sich Gaber als einer der originellsten und innovativsten Singer-Songwriter der italienischen Musikszene, bekannt für engagierte Texte und experimentelle Musik. Er arbeitete mit verschiedenen Künstlern zusammen, darunter Enzo Jannacci und Gino Paoli, und nahm an zahlreichen Musikfestivals teil. Zu seinen bekanntesten Liedern gehören "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" und "Non ho paura". Gaber widmete sich auch der Theaterregie und inszenierte sowohl eigene Werke als auch Stücke anderer Autoren. Seine künstlerische Laufbahn war von einem starken sozialen und politischen Engagement geprägt, das er durch seine Lieder und Theateraufführungen zum Ausdruck brachte. Giorgio Gaber starb 2000 in Mailand im Alter von 63 Jahren.
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Eine Gitarre zu stimmen, kann für Anfänger eine Herausforderung darstellen, aber es ist ein wichtiger Schritt, um sicherzustellen, dass Ihr Instrument gut klingt.